Bruxelles e Bruges, tra conferme e sorprese

Il nostro on the road tra Belgio e Olanda prosegue (per l’itinerario completo leggi qui), e dopo Strasburgo e Gand (leggi il post) oggi vi portiamo a Bruxelles e Bruges, due mete che sogniamo da tempo e che per ora ce le racconta la nostra amica Ilaria. Ecco a voi il suo racconto.

Una giornata di pioggia a Bruxelles

Sarà stata la pioggia o il confronto con Gand (e poi con Bruges che abbiamo visitato il giorno dopo), ma Bruxelles ci ha dato l’impressione di essere un po’ triste… c’è solo la piazza principale, imponente e con magnifici edifici, e poche altre viuzze intorno. Era domenica, i negozi tutti chiusi, tranne quelli di souvenir e le cioccolaterie, dove sia io che Filippo ci siamo molto divertiti a riempire i sacchetti con le tipologie di cioccolato più disparati che sono finiti ben prima di tornare a casa.

Dopo aver girovagato un po’ per il centro ed aver pranzato con il piatto tipico: cozze e patatine fritte (cosa scritta anche sulla guida), stanchi della pioggia torrenziale, siamo entrati all’Old England, elegante edifico in stile Art Nouveau, che contiene un bellissimo museo della musica. In questo caso siamo riusciti ad entrare con biglietti disabili, che ha un biglietto ridotto di € 3, mentre l’accompagnatore entra gratis.

Il museo contiene una raccolta di strumenti antichi provenienti da ogni parte del mondo. Ma la cosa più bella è che ti danno un mini iPod per sentire la musica che ogni strumento produce, e a Filippo è piaciuto davvero molto. Con le sue cuffiette nelle orecchie, si divertiva a comporre il numero corrispondente ad ogni strumento e si faceva un balletto ascoltando ogni suono prodotto. Sono volate 2 ore in un attimo.

Prima di ritornare in hotel ci siamo fermati ad ammirare l’Atomium. Un enorme monumento in acciaio che rappresenta un atomo, appunto, costruito in occasione dell’esposizione universale di Bruxelles del 1958, più o meno il corrispettivo della Tour Eiffel per Parigi. Monumentale e di grande impatto è un ottimo sfondo per delle belle foto.

La pesca dei gamberetti nel Mar del Nord

Il quarto giorno del nostro on the road abbiamo assistito ad uno spettacolo molto particolare. Ci siamo svegliati prestissimo per farci più di un’ora di strada per arrivare su una spiaggia del mare del nord, ad Oostduinkerke, per vedere la pesca dei gamberetti a cavallo, una tecnica antichissima che approfitta della bassa marea.

Sole poche volte al mese, quando la marea è davvero molto bassa, dei pescatori vestiti con cerate gialle salgono a bordo di enormi cavalli che trascinano delle reti lungo il bagnasciuga o nell’acqua bassa per tirare su i gamberetti che rivoltano in grandi ceste di vimini.

Diciamo che lo spettacolo è molto affascinante, ma è a scopo turistico, perché avranno pescato si e no 2/3 kg di gamberetti in totale.

Filippo era anche molto schifato dalla sabbia bagnata e dalle pozze lasciate dalla bassa marea. A me invece è piaciuto tutto molto: l’atmosfera, il paesaggio, essere con sciarpa a giaccone su una spiaggia sconfinata, i gabbiani che rincorrevano i cavalli, i carri di legno e l’odore di salsedine.

Eravamo in pieno agosto ma c’erano al massimo 13 gradi quando siamo arrivati. Alle 9.30, quando siamo andati via, ce ne saranno stati circa 16/17 non più… noi avevamo maglietta, felpa, giacca e sciarpa. Ma c’era gente vicino la spiaggia che si dilettava a nuotare in una piscina… coraggiosi!!

Dopo la pesca dei gamberetti ci siamo diretti verso Bruges.

Un giorno a Bruges

Che dire, è bellissima, davvero stupenda! E strapiena di gente, da camminare a gomitate. Ogni mezz’ora le campane suonavano un piacevole motivo, artisti di strada intrattenevano i turisti. Biciclette ovunque e abbiamo anche rischiato di essere investiti da una carrozza, ma anche noi ci siamo fatti prendere dalla foga turistica e abbiamo fatto il giro in barca sui canali. Un’ esperienza da fare. Una mezz’ora per girare la città da una prospettiva diversa, sfiorando paperotti e cigni. Davvero caratteristico e divertente, anche e soprattutto per Filippo. Ma anche in questo caso nessuna riduzione per disabili. Inoltre, essendoci da aspettare per quasi mezz’ora prima di ‘imbarcarsi, a causa della troppa gente, ho chiesto di poter saltare la coda, perché Filippo non ha pazienza di aspettare. Ma nulla da fare, la bigliettaia ha detto che c’era troppa gente, quindi nessuna agevolazione.

Birre belghe, la mitica Leffe

In mattinata, in attesa cha aprisse la casa/museo della Leffe (tappa espressamente richiesta da Davide) abbiamo fatto una breve passeggiata per il paese di Dinant con annessa teleferica per la cittadella alta. Una vera e propria fortezza che domina la valle della Mosa, con feritoie, cannoni, camminamenti impervi lungo le mura ed un ampio panorama.

Filippo avrebbe preferito fare su e giù più volte dalla teleferica, un po’ troppo dondolante per i miei gusti…

Dopo una breve passeggiata sotto la pioggia, ci siamo rifugiati alla Maison Leffe, una ben costruita trappola per turisti, dove offrono degustazioni di vari tipi di birra Leffe dopo aver attraversato un piccolo museo interattivo ricavato in quella che era il refettorio della antica abbazia ristrutturata. La parte interattiva (e non alcolica) ha interessato anche Filippo perché si potevano affondare le mani in piccoli contenitori di grano e luppolo e aprire sportellini da dove uscivano profumazioni varie.

In pausa pranzo abbiamo dovuto assorbire la sbornia in un chiosco di frites, dove friggono in abbondanza qualsiasi cosa, dalle famose patatine belga, accompagnate da crocchette, cotolette, hamburger, ecc.

E quando l’alcol è stato bene assorbito, ci siamo rimessi in macchina per raggiungere l’abbazia cistercense di Villers-la-Ville, della quale rimangono imponenti rovine della abbazia  fondata nel 1100, decisamente suggestive.

Oltre al fascino del tutto rotto, Filippo è stato attratto da alcune oche dispettose che urlavano a squarciagola, e dalle prigioni della abbazia, aperte e visitabili, ma sottoterra e completamente al buio. La tentazione di entrare per Filippo è stata forte, ma la sua paura del buio ha preso il sopravvento. E questa volta ho avuto un po’ di paura anche io…

Oggi il nostro racconto di Bruxelles e Bruges termina qui, tra conferme e qualche sorpresa, ed è questo il bello dei viaggi e dei diversi punti di vista. La prossima settimana arriveremo in Olanda, dalle parti di Rotterdam. Non perdetevi il prossimo appuntamento con le tappe del nostro on the road tra Belgio e Olanda.

Informazioni su unafamigliablu

Donna, moglie e mamma piena di (non sempre) brillanti idee che propongo con entusiasmo a tutta la famiglia.
Testarda, caparbia e inguaribile ottimista, credo davvero che ci sia sempre un lato positivo in tutto quello che ci succede e cerco sempre di trasformare le difficoltà in opportunità di crescita.

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

2 commenti

  1. Che bellissimo resoconto! Con la tua storia mi hai riportato indietro nel tempo a 15 anni fa, quando sono andata con la mia famiglia a visitare i luoghi dell’infanzia di mia mamma (figlia di italiani emigrati in Belgio).
    Attendo il prossimo post!

    • Grazie Priscilla! Sono luoghi fantastici, che non vedo l’ora di visitare anch’io! Leggere i racconti di Ilaria mi è venuta una gran voglia di prenotare un volo per Bruxelles!! La prossima tappa ci porterà in Olanda, continua a seguirci!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *