Al concerto di Francesco Gabbani: namasté… alè!!

Se vi chiedo qual è il posto più incasinato e rumoroso che conosciate cosa rispondete? Un concerto vero? E cos’è che le persone autistiche odiano? Il rumore, la confusione e la moltitudine di gente. Perciò dove ho deciso di portare Marco? Al concerto di Francesco Gabbani naturalmente!

Ora penserete che sia una persona orribile, ma voglio dimostrarvi l’esatto contrario e per farlo ho bisogno che leggiate fino in fondo.

Perché siamo andati al concerto di Francesco Gabbani

Sono sincera, non lo conoscevo molto, se non per i singoli usciti in questi due anni. Quest’anno ha sfornato 2 tormentoni che però i miei bambini hanno adorato e, dato che era in concerto in occasione della Barcolana a Trieste, quale occasione migliore per andare a vederlo dal vivo? Quando gliel’ho detto hanno esultato, erano felicissimi!

Alla fine ci siamo andati solo Marco ed io, Alessio si è cuccato l’influenza quindi niente, è rimasto a casa con Andrea.

Perché ho portato Marco al concerto di Francesco Gabbani? Perché conosce le sue canzoni e gli piacciono, ma soprattutto perché tento sempre di spingerlo oltre i suoi limiti, per spostare l’asticella sempre un po’ più in su.

Come ci siamo organizzati

Innanzitutto qualche giorno prima ho contattato via email l’organizzazione per chiedere se ci fosse un’area dedicata ai disabili e come fare per potervi accedere. Il ragazzo che mi ha risposto, Sebastiano, è stato davvero gentile. Ci ha messi in lista per accedere all’area e ha dato il permesso di entrare a tutti quanti, anche se solitamente può accedervi il disabile e un accompagnatore. Ma spiegato il problema di  Marco ci ha accordato il permesso per tutti.

 Perché ho chiesto l’accesso all’area disabili? Perché è tranquillo, ci sono poche persone e Marco poteva muoversi liberamente senza che avessi il terrore di perderlo!

E perchè altrimenti per noi sarebbe impensabile partecipare ad un concerto con Marco.

La nostra serata

Siamo partiti verso Trieste abbastanza presto perché avevo il terrore di non trovare parcheggio. Chi non conosce Trieste non può capire. Una volta parcheggiato (è stato molto più facile del previsto) siamo andati verso il Villaggio Barcolana per cenare. E da quel momento ho impartito il primo insegnamento a Marco. Ai concerti si mangia il panino zozzo! Noi l’abbiamo fatto seduti per terra su un molo guardando il mare, una delle cene più belle della mia vita!

concerto e autismo

Dopodichè abbiamo cercato il nostro ingresso. Lo sapete vero che adesso ai concerti fanno i controlli? Bene, c’era una fila pazzesca. Per fortuna noi l’abbiamo potuta saltare, altrimenti Marco non ce l’avrebbe fatta. Gli addetti alla sicurezza ed i poliziotti sono stati gentilissimi, ci hanno controllato e ci hanno indicato dov’era l’area dedicata.

Una volta trovata, un’addetta alla sicurezza ci ha chiesto (con tutto il tatto del mondo e la ringrazio infinitamente per questo) un tesserino o una qualsiasi carta che attestasse la disabilità di Marco. È difficile avere a che fare con un qualcosa di non visibile, ma noi ci siamo abituati. Finito l’iter burocratico ci siamo seduti per terra ed abbiamo aspettato. Ecco, col senno di poi è meglio arrivare all’ultimo ma non sapevo come calcolare i tempi. Poco male, abbiamo parlato, riso e giocato!

Il concerto

Il concerto di Francesco Gabbani si è aperto subito con una grandissima energia, lui saltava da tutte le parti, cantava, sorrideva e salutava. Mi è piaciuto moltissimo! Ed anche a Marco, che quando ha riconosciuto la sua canzone preferita ha fatto un’espressione irripetibile. Un mix di sorpresa, incredulità e gioia…

Ce ne siamo andati prima della fine del concerto, Marco non ne poteva più, era stanchissimo. Ed io volevo evitare il fiume di gente tipico da fine concerto, con la confusione ed il traffico. Ed è stata un’ottima scelta.

È stata una serata mamma-figlio fantastica, che ricorderò sempre come il primo concerto visto con Marco, una grandissima emozione!

Consigli autism-friendly

Non si può andare ad un concerto impreparati. Innanzitutto ritengo essenziale contattare l’organizzazione per chiedere l’accesso all’area riservata ai disabili. È tranquilla e con poca gente ed essendo transennata non dovrete preoccuparvi di un’eventuale fuga!

Procuratevi degli otoprotettori. Senza non uscite nemmeno di casa. Nonostante questo, a Marco infastidivano i rumori.

Provateci, magari vi divertirete un mondo!

Le note negative

Questa volta ahimè mi sento di scrivere delle note negative, che nulla hanno a che vedere con l’organizzazione o i ragazzi della sicurezza, ci tengo a specificarlo.

Per avere l’accesso all’area disabili ho dovuto contattare l’organizzazione e  “giustificare” la mia presenza nell’area esibendo un documento che attestasse la disabilità di mio figlio. Giustamente.

Poco prima del concerto sono entrate delle persone che nulla avevano a che fare con la disabilità. Erano personaggi politici locali ed i loro amici. Ecco, non mi sembra giusto. Anche perché si sono piazzati davanti alle persone in sedia a rotelle impedendo loro di vedere il palco. È stata una scena davvero triste. Io mi chiedo, ma con che coraggio ti presenti in un’area dedicata a persone con disabilità dimostrando la totale indifferenza ad una problematica così seria? E facendo pure i fighi! L’ho percepito come una mancanza di rispetto. Perché è facile riempirsi la bocca in campagna elettorale, ma è dai fatti che si capiscono le vere intenzioni.

E come canta Francesco Gabbani: “comunque vada panta rei”…

Ah, le foto sono poche perché ero impegnata a divertirmi!

concerto e autismo

Informazioni su unafamigliablu

Donna, moglie e mamma piena di (non sempre) brillanti idee che propongo con entusiasmo a tutta la famiglia.
Testarda, caparbia e inguaribile ottimista, credo davvero che ci sia sempre un lato positivo in tutto quello che ci succede e cerco sempre di trasformare le difficoltà in opportunità di crescita.

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