Inizia il viaggio: Strasburgo e Gand, 2 piacevoli sorprese

Come ogni anno, anche questa volta ci siamo messi in macchina a macinare chilometri. Ben 4000, che ci hanno portato alla scoperta di Belgio ed Olanda.

Davide, mio marito, è un bravo e paziente autista instancabile. Filippo, il nostro monellino di 8 anni, autistico ad alta funzionalità, non ha problemi a stare in macchina, purché la macchina sia in movimento (guai a trovare code troppo lunghe!!) e che ci sia sempre a portata di mano un IPad carico dei suoi film preferiti. Io sono una navigatrice che si diverte a portare la macchina fino al centro città… fino al limite delle zone pedonali.

Prima tappa: Strasburgo

La prima tappa del nostro viaggio di 14 giorni è stata Strasburgo, in Francia. Serviva come tappa strategica, per tagliare a metà il viaggio, ma siamo rimasti colpiti dal centro a misura d’uomo della città, con canali navigabili e caseggiati in stile bavarese. E faceva anche un gran caldo!

Dopo la passeggiata, con doverosa e immancabile pausa gelato per Filippo, siamo andati a fare una foto di rito al Parlamento Europeo ed un giro al parco pubblico adiacente con mini zoo gratuito dove nidificano le cicogne ed altri volatili tra cui i fenicotteri rosa.

Seconda tappa: Gand

Il secondo giorno ci siamo diretti a Gand, in Belgio, dove siamo rimasti per 4 notti, dato che è una posizione strategica per girare i punti più interessanti del Belgio.

Nel tragitto tra Strasburgo e Gand abbiamo visitato l’abbazia di Orval, per la gioia di entrambi gli ometti. Filippo era felice perché della vecchia abbazia è rimasto poco, alcune rovine molto affascinati, con alti muri e rosoni vuoti. Filippo adora le cose rotte, i film ‘che si rompe tutto’, come dice lui, i negozi chiusi ed in generale tutto quello che è ‘smobilitato’ e non in ordine. Gironzolare per quelle navate con muri rotti lo ha molto colpito.

Davide era felice perché in quella abbazia producono la birra trappista di Orval, di cui abbiamo fatto buona scorta, dopo averla testata prima naturalmente!

Nel pomeriggio ci siamo fermati a visitare il castello di Goffredo di Buglione, appollaiato su una rocca che domina la valle circostante, pieno di cunicoli e gallerie buie ed umide. Qui abbiamo assistito ad uno spettacolo di falconeria. O almeno ci abbiamo provato… c’era molto sole, molta gente, forse un po’ troppo lento per l’attenzione di Filippo. Quindi abbiamo dovuto allontanarci fin troppo velocemente dalla zona dello spettacolo. Ma la visita al castello ha comunque soddisfatto Filippo, perché c’erano anche delle zone con manichini che ‘riproducevano’ la vita nel castello e Filippo è particolarmente attratto dai manichini, queste figure umanoidi, immobili ed inespressive. Lo attraggono e allo stesso tempo lo spaventano. Sono irresistibili per lui.

Nel tardo pomeriggio siamo arrivati in albergo a Gand, un Holiday Inn poco fuori città, in cui ci siamo trovati molto bene. Un business hotel abbastanza anonimo, ma con ampie camere pulite. E questo ci bastava. Il parcheggio era a pagamento, ma con la tessere europea del parcheggio disabili è stato gratuito.

Anche se stanchi, siamo usciti per cena. Gand è bellissima! Un piccolo centro quasi tutto pedonale, un castello fortificato in mezzo alla città, pittoreschi canali navigabili, alte guglie con campane che suonano dolci melodie invece dei soliti rintocchi. E tanta vita, piena di bar all’aperto affollati.

Il più delle volte, se mangiavamo a pranzo qualcosa di sostanzioso, la cena la facevamo in camera, con panini arrangiati e frutta, anche per risparmiare un po’, perché la vita è davvero più cara che da noi.

Quella sera (così come la terza sera) siamo stati da PizzaHut.

Belgio e Olanda non hanno una cucina tipica e noi abbiamo mangiato un sacco di schifezze a base di pizza, patatine e hamburger, sempre per la gioia massima di Filippo.

Belgio, Olanda e autism-friendly

Sia all’ingresso dell’abbazia che, soprattutto, al castello, dove i bambini pagavano comunque un ridotto, ho provato a chiedere l’ingresso disabile e accompagnatore, facendomi aiutare da tessere di riconoscimento, simboli e google translate (oltre al mio inglese maccheronico), ma come anche in altri posti sia di Belgio che in Olanda, anche se mi chiedevano chi fosse il disabile, non abbiamo ottenuto nessun particolare sconto.

Non ho capito se in generale i disabili non hanno sconto/ingresso gratuito, cosa strana, oppure se hanno le gratuità solo le persone in sedie a rotelle o con una disabilità evidente.

Questo è un argomento che mi sta molto a cuore, ovvero quello della disabilità non evidente, che va quasi spiegata e giustificata…

Durante la vacanza abbiamo avuto poi il tempo di constatare che in tutti i ristoranti, anche i fast food, il servizio è di una lentezza disarmante, soprattutto per chi ha a tavola un impaziente nato, che tentava continuamente di fermare le cameriere per chiedere se avevano finito di preparare la sua pappa.

 

Non perdetevi la prossima tappa del nostro on the road tra Belgio e Olanda, la prossima tappa ci porterà a Bruxelles e Bruges, due destinazioni fantastiche!

Se vuoi sapere tutto l’itinerario clicca qui

 

Informazioni su unafamigliablu

Donna, moglie e mamma piena di (non sempre) brillanti idee che propongo con entusiasmo a tutta la famiglia. Testarda, caparbia e inguaribile ottimista, credo davvero che ci sia sempre un lato positivo in tutto quello che ci succede e cerco sempre di trasformare le difficoltà in opportunità di crescita.
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