Ospedale partigiano Franja, una storia avvincente!

Oggi mi sento un po’ Alberto Angela e vi racconto di un luogo poco conosciuto ma che ha tanta storia da raccontare: l’ospedale partigiano Franja, in Slovenia.

Ne avete mai sentito parlare? Se la risposta è negativa, ve ne parlo io, chissà se rimarrete affascinati come è successo a me…

Dove si trova l’ospedale partigiano Franja? Si trova a Cerkno, tra Caporetto e Lubiana, nel cuore della Slovenia.

Quando ero piccola mia mamma mi raccontava di questo ospedale segreto incastrato tra le gole delle montagne, che fu cercato quasi con disperazione, ma mai trovato. E tutto grazie all’estrema prudenza di chi vi lavorava e di molti accorgimenti indispensabili per la sopravvivenza di molte persone.

Ospedale partigiano Franja, cos’è?

È stato appunto un ospedale partigiano, costruito nel 1943  durante la guerra di liberazione dal nazifascismo all’interno delle gole di Pasica. L’ospedale da campo è stato fondato dal medico Viktor Volcjak, ma deve il suo nome alla dottoressa Franja Bojc Bidovec che lo diresse per molto tempo. Qui furono curati 578 pazienti di diverse nazionalità, e ben 500 sopravvissero grazie alle cure qui ricevute. Le condizioni erano davvero estreme, e riuscì andare avanti grazie alla collaborazione della popolazione che mantenne il segreto nonostante interrogatori e minacce.

Era davvero una macchina perfetta quella messa a punto. L’ospedale partigiano Franja è stato cercato moltissimo, e molte volte fu sul punto di essere scoperto, ma l’inaccessibilità è stata il suo punto di forza. Per raggiungerlo si doveva camminare lungo sentieri impervi, per lunghi tratti dentro il torrente per poi quasi arrampicarsi lungo le pareti della gola. Prima di essere trasportati i feriti venivano bendati, in modo da non riconoscere la strada, in caso di tradimento o peggio, torture. Già, perché in quegli anni non si scherzava mica…

L’ospedale partigiano di Franja

Durante la camminata che vi porta all’ospedale (dura, eh? Immaginate a quel tempo…) prestate attenzione alle pareti della gola, le avete notate le postazioni di vedetta?

Una volta arrivati rimarrete a bocca aperta nel vedere l’ospedale partigiano Franja, organizzato in 14 baracche ognuna con un uso diverso. C’erano infatti le stanze per i feriti, una camera di isolamento, la sala operatoria, i dormitori, una sala per le analisi ed i raggi, una cucina, la mensa, i magazzini, l’infermeria, la lavanderia ed infine un bunker da usare come estremo rifugio nel caso fossero stati trovati. Ma non avvenne.

Il destino però ha giocato un brutto scherzo a questo luogo, che si era conservato intatto fino al 2007, l’anno che un’alluvione distrusse tutto spazzando via le baracche. Ma una testimonianza simile non poteva essere perduta, per questo venne ricostruito fedelmente e nel 2010 riaprì al pubblico.

Credo che una visita all’ospedale partigiano Franja sia addirittura doverosa, la sua storia mi ha sempre affascinata e una volta arrivata lì ho sentito una stretta al cuore.

Consigli autism – friendly

La gita è impegnativa, innanzitutto per il sentiero in mezzo al bosco e successivamente sulle passerelle di legno (che lo rende inagibile sia per le persone a ridotta mobilità che per i passeggini). Successivamente, una volta arrivati alle baracche, non si può toccare niente quindi valutate se i vostri bambini riescono a visitare questo posto accontentandosi di guardare e ascoltare i vostri racconti. Tutte le informazioni le trovate su delle tabelle informative disseminate lungo tutto il percorso e nelle baracche e sono scritte sia in italiano che in sloveno.

Informazioni su unafamigliablu

Donna, moglie e mamma piena di (non sempre) brillanti idee che propongo con entusiasmo a tutta la famiglia. Testarda, caparbia e inguaribile ottimista, credo davvero che ci sia sempre un lato positivo in tutto quello che ci succede e cerco sempre di trasformare le difficoltà in opportunità di crescita.
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