Basket e autismo: si può fare!

Insieme alla scuola sono finite anche le attività sportive, così abbiamo dovuto salutare il basket (per un po’ almeno). È stato un anno impegnativo sotto ogni punto di vista, anche quello sportivo. Ovviamente lo scopo di praticare uno sport a quest’età è il divertimento, ma per un bambino autistico è molto di più. Stare in una squadra, il rispetto dei tempi, l’attenzione durante le spiegazioni, mettere in pratica quanto ascoltato, lo spirito agonistico, la confusione, la coordinazione. Sono tutti elementi destabilizzanti. Ci avevate mai pensato? E invece lo sport è davvero una palestra di vita e mette a dura prova ogni bambino autistico. Naturalmente anche Marco.

Basket e autismo: com’è andata

Ha iniziato l’anno senza troppe aspettative, sapevamo che sarebbe stata dura, conoscevamo i suoi limiti ma non potevamo immaginare come avrebbe reagito.

È stata dura all’inizio, Marco faceva fatica a stare fermo, non ascoltava, voleva fare solo quello che gli passava per la mente in quel preciso momento. Noi abbiamo stabilito delle regole ferree che ripetevamo fino alla nausea per tutta la strada dell’andata. Ci fermavamo ad assistere agli allenamenti dove possibile facendogli capire che lo stavamo osservando e che se non si fosse comportato come stabilito dalle regole poteva scordarsi il premio di poter giocare con la wii.

Il metodo ha funzionato e Marco piano piano ha iniziato ad ascoltare un po’ di più e a fare gli esercizi come spiegati. Ha giocato a nostro favore il fatto che la metà dei compagni di squadra fossero anche compagni di classe, comprese le sue due amichette del cuore. I bambini sono strepitosi e con i loro modi gli hanno dato dei limiti, incitato e anche sgridato a volte.

Ovviamente tutto questo non sarebbe stato possibile senza i due maestri (santi subito) che hanno saputo capire, accettare ed accogliere Marco. Lo hanno anche assecondato nei suoi momenti naif, ma lo hanno sempre ripreso quando andava fatto ed hanno trovato il modo di farsi ascoltare. Marco si è tanto affezionato e  andava sempre a prendersi  l’abbraccio quando poteva!

Che dire quindi? Che basket e autismo non solo possono andare d’accordo ma che questo sport fa un gran bene. Il gioco di squadra è importante e non è semplice (io ad esempio ho sempre preferito uno sport individuale), e soprattutto insegna tanto. È una scuola di vita, che ti fa affrontare delle dinamiche non semplici da gestire, ma è possibile solo grazie al supporto di tutta la squadra!

Informazioni su unafamigliablu

Donna, moglie e mamma piena di (non sempre) brillanti idee che propongo con entusiasmo a tutta la famiglia. Testarda, caparbia e inguaribile ottimista, credo davvero che ci sia sempre un lato positivo in tutto quello che ci succede e cerco sempre di trasformare le difficoltà in opportunità di crescita.
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