Come organizzare un viaggio con un bambino autistico

Come organizzare un viaggio con un bambino autistico? Cosa fare prima di partire per un viaggio? E appena tornati? Noi abbiamo fatto diversi tentativi per cercare di capire cosa fosse meglio per Marco e forse, dopo diverse prove e fallimenti, abbiamo trovato l’approccio giusto.

Sappiamo ormai che le persone con autismo soffrono i cambiamenti, l’andare fuori dalla certezza delle routine, e per questo il viaggio può essere un momento destabilizzante. Per alcune persone può essere fondamentale la preparazione meticolosa, per altri l’improvvisazione è quasi meglio. Come fare per capire che genere di persona avete davanti e qual è il modo migliore per organizzare un viaggio con un bambino autistico? Provare. Andare per tentativi. Non c’è altro modo.

I consigli che vi sto per dare secondo me vanno bene per ogni bambino, non solo per quelli autistici.

Come organizzare un viaggio con un bambino autistico?

Come ho raccontato nella videointervista con l’Associazione Dalla Luna, la cosa fondamentale è scegliere qualcosa che piaccia a tutti. È giusto avere un’attenzione particolare per i gusti del bambino ma la meta che scegliamo deve piacere anche a noi, altrimenti sarà una sofferenza!

Gli approcci sono essenzialmente 2: giocare sull’effetto sorpresa o preparare bene e per tempo il bambino. Le abbiamo provate entrambe e nel primo caso è stato un totale disastro. È successo nel nostro viaggio on the road in Austria e Germania, dove la meta finale era Legoland e se l’avessimo svelata in anticipo Marco sarebbe entrato in un vortice d’ansia facendo il conto alla rovescia di quanti giorni mancassero e chiedendo ogni mezz’ora quando saremmo partiti. Per questo abbiamo provato con l’improvvisazione, ma non è andata affatto bene. Anche noi andiamo per tentativi, e sbagliamo spesso. Ma ogni volta impariamo qualcosa.

Per l’ultimo weekend che abbiamo fatto a Milano, invece, abbiamo preparato Marco alla perfezione ed è andata benissimo! Diciamo che la situazione era diversissima perché siamo andati a trovare dei nostri amici e non abbiamo girato tanto, ma è stato tutto prevedibile e senza ansie. Abbiamo visitato il Museo della Scienza e Tecnologia che solitamente piace tanto ai bambini, e poi abbiamo girato tanto in metro e fatto un giro in centro. Certo, niente di impegnativo ma sono sicura che la preparazione che abbiamo fatto è servita tantissimo.

come organizzare un viaggio con un bambino autistico

Come preparare un bambino autistico ad un viaggio

Noi abbiamo scelto di acquistare delle guide per bambini per preparare Marco a quello che andrà a vedere. Gli ultimi che abbiamo comprato sono stati il Libro della Pimpa (che lui adora) e Le Guidine. Sono state due scelte molto azzeccate, coinvolgenti al punto giusto e sono servite ad interessare Marco alla storia e alle curiosità di Milano.

In commercio ci sono molte guide per bambini, non avete che l’imbarazzo della scelta. Molto belle sono anche le guide della Usborne che abbiamo preso quando siamo stati a Londra; piene di stickers vanno bene anche per bambini piccolini.

Un altro modo molto utile per preparare un bambino autistico ad un viaggio è guardare foto o filmati della città sul pc. Può dargli un’idea precisa di quello che andrà a vedere. Per alcune città potreste trovare dei cartoni o film per bambini ambientati proprio lì. Mi viene in mente Paddington, che vive a Londra.

Un ultimo modo molto utile che è possibile utilizzare è costruire un libro visivo, tipo un’agenda. Certo, qui il lavoro è molto impegnativo ma può dare grandi risultati. Ormai su internet è facile reperire foto di ogni città perciò, una volta stabilito l’itinerario, si può costruire un’agenda visiva giorno per giorno in modo da preparare il bambino a quello che visiterà in quella giornata, magari integrando con una mappa o un libretto della città.

Importante è prevedere molte pause interessanti come qualche sosta al parco giochi, in una ludoteca, in un negozio di giocattoli per prendere un piccolo premio per il suo comportamento esemplare. Insomma, tanti rinforzi di ogni tipo.

Quando si programma una gita o un viaggio con un bambino autistico non bisogna lasciare niente al caso, tutto deve essere programmato e prevedibile per non generare ansie e comportamenti problema. Inoltre bisogna studiare molto bene la città per conoscere le varie alternative e costruire piani b o addirittura c.

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Cosa fare di ritorno da un viaggio con un bambino autistico?

Come ricordare i bei momenti passati insieme? E magari fissare i ricordi? Quando siamo stati a Berlino abbiamo girato tantissimo e visto molte cose. Una volta tornati a casa abbiamo guardato insieme le foto (già selezionate un pochino perché erano tantissime) e costruito un piccolo album. Marco ha potuto scegliere i momenti e le cose che gli sono piaciuti di più e ha scritto il perché. È stato un bel lavoro, e ogni tanto va a riguardarselo. Lo trovo davvero un ottimo modo per riparlare delle esperienze fatte, capire cosa gli è piaciuto e cosa no, e per imparare a raccontare.

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L’ultimo consiglio che voglio darvi è di iniziare per gradi. Se non avete mai fatto un viaggio iniziate da una piccola gita di mezza giornata. Poi fate un giorno intero da qualche parte, magari in una piccola città vicina. Poi affrontate un museo. A questo punto, se lo ritenete pronto, fate un weekend fuori. È fondamentale che tutti voi vi abituiate a viaggiare, io lo trovo un ottimo modo per sviluppare competenze diverse, stimolare la curiosità, vedere cose nuove. E perché no, abituarlo a piccoli gradi all’imprevedibilità della vita.

 

 

 

Immagine di copertina by Pixabay

Informazioni su unafamigliablu

Donna, moglie e mamma piena di (non sempre) brillanti idee che propongo con entusiasmo a tutta la famiglia. Testarda, caparbia e inguaribile ottimista, credo davvero che ci sia sempre un lato positivo in tutto quello che ci succede e cerco sempre di trasformare le difficoltà in opportunità di crescita.
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