Cordoncino con i girasoli, viaggi aerei e autismo

Viaggiare in aereo con un bambino autistico non solo è possibile, ma per lui può essere addirittura divertente! Quando abbiamo avuto il desiderio di prendere il primo volo eravamo molto titubanti, ma dopo aver fatto viaggiare Marco con diversi mezzi di trasporto sentivamo che era arrivato il momento di provare l’aereo, anche perché lui ne era molto attratto. Io lavoro in aeroporto e, conoscendone le dinamiche, sono riuscita a preparare nel migliore dei modi Marco affinchè affrontasse il suo primo volo in tutta tranquillità. Ho scritto un paio di post su come richiedere l’assistenza in aeroporto o sulla possibilità di usare il servizio priority, noi ultimamente cerchiamo di viaggiare senza richiedere niente grazie al lungo lavoro che stiamo facendo sulle autonomie superiori.

Siccome però sono molto interessata ai viaggi e a tutte le novità che riguardano le persone con autismo, sono rimasta davvero sorpresa quando su un gruppo Facebook, Famiglie Globetrotter, un membro ha postato un articolo che parlava di un cordoncino con i girasoli che veniva usato nei viaggi aerei dalle famiglie di persone con autismo.

E io non ne sapevo niente.

In quei giorni proprio su Facebook spopolava questo post ma nessuno aveva delle notizie certe a riguardo. Così un bel giorno, sempre sullo stesso gruppo di famiglie viaggiatrici, è stato detto che all’Aeroporto Marco Polo di Venezia veniva distribuito.

Per nostra grande fortuna, proprio una settimana dopo saremmo partiti per Napoli proprio da Venezia. Come non approfittarne per capire di che cosa si trattasse?

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Dove nasce il cordoncino con i girasoli

Tutto parte nel 2016 dall’aeroporto di Gatwick, Londra, per poi diffondersi piano piano in gran parte dell’Inghilterra. Nasce per chi ha delle disabilità nascoste, quelle che non si vedono a colpo d’occhio; non è nato quindi specificatamente per l’autismo, ma per diversi tipi di disabilità come disturbi cognitivi, ansia, ADHD. Gatwick ambisce a diventare l’aeroporto più accessibile del Regno Unito e credo che non avrà difficoltà a raggiungere il suo obiettivo. Già dal sito internet è possibile ricavare tutte le informazioni utili e necessarie per affrontare un viaggio con una persona con disabilità. Per chi non conosce l’inglese è possibile selezionare la lingua italiana.

Ma quali sono i vantaggi del cordoncino con i girasoli per le persone con disabilità?

Innanzitutto è uno strumento sia per il passeggero che per il personale, perché permette di identificare con chiarezza una persona che necessita di un’attenzione diversa e allo stesso tempo riduce notevolmente lo stress nel disabile grazie alle agevolazioni che sono previste. Basta infatti rivolgersi direttamente al personale e chiedere ciò di cui si ha bisogno.

Proprio ieri al lavoro, ad esempio, sarebbe stato fondamentale per me. In aeroporto lavoro ai controlli di sicurezza e mi sono approcciata nel modo sbagliato ad un ragazzo. Parliamo infatti di disabilità nascoste, che possono sfuggire anche ad un occhio allenato come il mio. Se solo avesse avuto il cordoncino con i girasoli al collo il mio approccio nei suoi confronti sarebbe stato sicuramente diverso, permettendogli di capire esattamente cosa stesse succedendo usando le parole e i gesti più adatti nella comunicazione con lui. Non avete idea di quanto mi sia dispiaciuto non avergli dato la giusta attenzione.

Cordoncino con i girasoli per persone con autismo all’aeroporto Marco Polo di Venezia: la nostra esperienza

Qualche giorno prima della partenza per Napoli avevo cercato notizie su dove poter reperire il famoso cordoncino sul sito dell’aeroporto di Venezia e con mio grande dispiacere non ne ho trovata traccia. Forse ho cercato nel posto sbagliato, ma oggi ho rifatto la ricerca e ho trovato le informazioni che cercavo sulle disabilità invisibili e il cordoncino con i girasoli.

È possibile richiederlo in 3 punti dell’aeroporto: nella sala amica del primo piano, nella zona arrivi presso l’info point oppure chiedendolo all’addetto all’assistenza. Noi l’abbiamo preso in sala amica, e il grande vantaggio è che non è necessario aver richiesto precedentemente l’assistenza perché volendo si può seguire un percorso alternativo in autonomia.

Una volta ritirato il cordoncino siamo andati ai controlli di sicurezza seguendo il percorso che fanno i PRM (passeggeri a ridotta mobilità) con l’assistenza, ma da soli. All’aeroporto di Venezia si va dove si lasciano i bagagli ingombranti. Appena visto il cordoncino gli addetti alla sicurezza ci hanno messi a nostro agio e dato tutto il tempo di cui avevamo bisogno. Fatti i controlli abbiamo girato liberamente per la zona partenze finchè non è arrivato il momento di imbarcarci. Qui abbiamo fatto presente all’assistente di terra le nostre esigenze (che altro non sono che evitare di stare in fila un’ora) e lei, gentilissima, ci ha detto che potevamo scegliere quando fare l’imbarco, così ci siamo accodati ai priority.

 

Importante: quando richiedete l’assistenza PRM chiamate anche la compagnia aerea perché sempre grazie al gruppo Famiglie Globetrotter ho saputo che ci sono delle agevolazioni in più riservate alle persone con disabilità. Easyjet ad esempio ti mette a disposizione i posti extraleg e di portare il bagaglio a bordo, Ryanair ti consente di portare anche un trolley e l’imbarco prioritario.

 

Cosa ne pensiamo?

Credo che il cordoncino con i girasoli sia davvero un’ottima iniziativa per poter offrire un viaggio confortevole a  tutte le persone con autismo, o più in generale, con disabilità nascoste. A volte basta davvero poco per partire con il piede giusto, basta un’attenzione in più o la parola giusta per mettere a proprio agio una famiglia intera.

Sarebbe fantastico se ogni aeroporto si adeguasse a questo sistema, lo trovo una forma di rispetto e attenzione molto discreta e anche molto utile in un percorso di raggiungimento dell’autonomia personale. Voi cosa ne pensate?

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Informazioni su unafamigliablu

Donna, moglie e mamma piena di (non sempre) brillanti idee che propongo con entusiasmo a tutta la famiglia. Testarda, caparbia e inguaribile ottimista, credo davvero che ci sia sempre un lato positivo in tutto quello che ci succede e cerco sempre di trasformare le difficoltà in opportunità di crescita.
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