Cosa vedere a Valencia con i bambini

Valencia è decisamente una città baby friendly, con un centro storico piccolo e vivibilissimo, che si può girare molto comodamente a piedi senza troppe sfacchinate. Inoltre ha una rete di autobus molto capillare e frequente, che porta alle attrazioni lontane dal centro velocemente e con poche fermate. Ecco il racconto di Ilaria su cosa vedere a Valencia con i bambini.

Noi abbiamo deciso di visitarla qualche giorno prima di Natale, siamo partiti il 20 dicembre da Malpensa con Ryanair, che ha riportato un ritardo di mezz’ora nel decollo, recuperandolo in volo e facendoci atterrare puntuali alle 13.30. Il volo di ritorno del 24 dicembre è stato puntualissimo e siamo atterrati giusto in tempo per il cenone della vigilia!
Raggiungere il centro di Valencia dall’Aeroporto è molto semplice, perché c’è la metropolitana che porta dritta in centro con poche fermate. Il costo è di € 8.80 a/r, ma è compreso nella Valencia Card, se si vuole fare, che comprende l’abbonamento di metropolitana e bus oltre allo sconto di parecchi ingressi e sconti sui ristornati. Noi abbiamo deciso di non farla ma, tornando, abbiamo valutato che forse facendola avremmo risparmiato qualche euro.
In metropolitana i bambini sotto i 10 anni non pagano, mentre in autobus iniziano a pagare dai 6 anni.

Ma arriviamo alla nostra esperienza di viaggio, decisamente positiva, ma con qualche piccola delusione.
La nostra delusione più grande è che non ci sono riduzioni per disabili negli ingressi dei musei e, soprattutto, nelle attrazioni più costose, come Oceanografico e Città della Scienza.
L’altra delusione è stato il cibo. Tapas, a mio parere, troppo care e sopravvalutate (o forse siamo stati sfortunati noi) e paella che, per essere stata inventata nelle vicinanze di Valencia, decisamente peggiore rispetto a quella gustata a Madrid.

Dove dormire a Valencia

Siamo atterrati alle 13.30, abbiamo ritirato il bagaglio e siamo andati diretti in centro, nel nostro hotel trovato super scontato su booking, B&B Hi Valencia Canovas, in zona stupenda, vicinissimo al Mercato Colòn e alle fermate di autobus. Stanze ricavate da appartamenti nei vari piani del palazzo, ampie, con letti in ferro battuto, bagno moderno ma piccolissimo.

Lasciata la valigia in hotel ci siamo subito avventurati in centro alla ricerca di un pasto, perché Filippo non reggeva più, nonostante le varie ed abbondanti merende, e ci siamo fiondati nel primo fast food che abbiamo trovato.

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Cosa vedere a Valencia con i bambini

Il centro

Il centro è davvero piccolo ma ricco di bei palazzi e piazze, negozi e ristoranti. Poi eravamo in piena atmosfera natalizia, con luci e giostrine, quindi è stata una passeggiata piacevolissima.
Da Mercato Colòn siamo arrivati alla principale Plaza de l’Ajuntamento, con il palazzo del municipio, la fontana ed i negozietti in cui spenderesti tutto quello che hai in tasca. Poi ci siamo avviati verso il Mercato Central (chiuso di pomeriggio) e il palazzo della Llotja de la Seda. L’ingresso in questo suggestivo edificio costa pochissimo, € 2 gli adulti ed € 1 i bambini. Siamo entrati nel cortile in stile moresco con aiuole, una fontana in pietra e rigogliosi alberi di arance, per poi entrare nell’ampio salone di colonne rinterzate ed archi gotici dove avvenivano le contrattazioni di compravendita della seta, così suggestivo da essere diventato patrimonio Unesco.
Dopo aver visitato anche la sala superiore con un pavimento a scacchi un po’ “psichedelico” , si siamo persi nelle caratteristiche viuzze della città vecchia fino ad arrivare alla suggestiva Plaza de la Virgen, con l’immensa fontana, e le caratteristiche torri della cattedrale. Qui abbiamo fatto mille foto, perché stava calando la sera, si stavano accendendo le luci ed il cielo era di un meraviglioso blu cobalto.
Filippo iniziava ad essere stanco e ci siamo avviati verso il ritorno in hotel. Siamo passati per l’affollata Plaza della Reina, siamo tornati in Plaza de l’Ajuntamento, che nel frattempo si era illuminata delle lucine di Natale, e siamo entrati nell’originale albero di Natale con le luci a forma di palline decorative, perfetto per i selfie.
Prima di entrare in stanza, ci siamo presi un bel panino con jamon, un dolcetto in uno delle mille caffetterie, un paio di bottiglie d’acqua e via a nanna pronti per il giorno dopo.

L’Oceanografico

Belli carichi, il secondo giorno, dopo aver fatto un’ abbondante colazione con cioccolata e churros in uno dei bar del Mercato Colòn, abbiamo preso l’autobus in direzione Oceanografico. Guardando sul sito, avevo già il dubbio che non avessero particolari sconti per disabili. Quindi, prima di entrare, abbiamo fatto un salto nel supermercato di fronte per acquistare i biscottini “Oceanix” che avevano una entrata gratuita per bambini per due adulti paganti, risparmiando € 17 sul totale.
Alla cassa hanno confermato che per i disabili hanno una riduzione equivalente all’ingresso bambini e nessuna riduzione particolare per l’accompagnatore.
L’Oceanografico è davvero molto bello, grande e con tanti habitat. Abbiamo trovato una giornata perfetta, con un bel cielo sereno e pochissima gente, quindi ci siamo proprio goduti la vista con tutta calma.
Simpatico lo spettacolo dei delfini, che mi sembrano trattati molto bene, in cui spiegano anche come li curano, li visitano e li alimentano.
Ma la cosa che ha colpito di più Filippo sono stati i beluga, mai visti prima, con i quali ha “giocato” molto attraverso il vetro, facendosi rincorrere. Abbiamo avuto anche un incontro ravvicinato con un pinguino, che seguiva con impegno la mano di Filippo lungo il vetro.
Io sono rimasta senza parole nel tunnel degli squali, sarei rimasta li tutto il giorno.
Ma se lo stomaco di Filippo chiama il pasto è imprescindibile!

I giardini del Turia

Dopo averlo rimpinzato per bene, ci siamo diretti verso l’hotel, non in autobus ma facendo una passeggiata lungo il giardino del Turia che corre per 9 km lungo la città. Questo curatissimo parco è stato ricavato dal letto del fiume Turia del quale hanno spostato il corso fuori città, ma sono rimasti i ponti di auto e pedonali che lo attraversano.
Abbiamo fatto tappa nel piccolo Museo Fallero. Era in parte in ristrutturazioni e siamo entrati gratuitamente, anche se l’ingresso è di soli € 2 per adulto ed € 1 per bambino. In questo museo raccolgono alcune sculture in carta pesta, allegoriche, che vengono realizzate in occasione della festa popolare della Feria, che si tiene in marzo, una specie di nostro Carnevale. Sono fatte bene, alcune molto grandi, alcune grottesche, altre simpatiche. A Filippo è piaciuto molto, si è divertito a fare tante foto e rideva un sacco ad osservare le strane espressioni della sculture.
Continuando la passeggiata lungo la Turia, abbiamo trascorso il resto del pomeriggio nell’originale Parco di Gulliver. Il gigante Gulliver sdraiato, in posa come quando viene catturato dai Lillipuziani, diventa un enorme scultura su cui arrampicarsi ed i suoi vestiti, i capelli, le mani ecc, diventano degli scivoli di tutte le altezze e larghezze, alcuni anche molto ripidi. Filippo aveva un po’ paura a salire da solo, anche perché abbastanza affollato da ragazzini più grandi, e la sua mamma si è dovuta “sacrificare” ad accompagnarlo su e giù per tutto il tempo.
Dopo una pausa in hotel per recuperare le forze, siamo andati in centro per la cena e poi subito a nanna.

Il Mercado Central

Il terzo giorno siamo andati alla scoperta delle delizie vendute al Mercato Central, enorme e caratteristico, cosce di jamon, frutti di mare e crostacei vivi a profusione. Dopo una passeggiata nelle viuzze della città vecchie ed una seconda colazione presso la storica Horchateria Santa Catalina per berci una bella Horcata, siamo entrati nella cattedrale per vedere il Sacro Graal.
Anche qui ingresso a pagamento senza particolari agevolazioni, ma con ingresso famiglia ad € 18,00 totali, compresa l’audioguida.
Altre volte che abbiamo preso l’audioguida, Filippo aveva apprezzato il fatto di avere la cuffietta e di poter scegliere lui cosa ascoltare in autonomia, ma questa volta non ha avuto lo stesso successo. Faceva i capricci, parlava a toni troppo alti e andava trascinato nei vari punti. Abbiamo dovuto fare una visita molto veloce, quasi correndo nel museo, passando davanti a quello che dovrebbe essere il Sacro Graal.
Finalmente all’aperto si è calmato e abbiamo potuto continuare la visita al Centro dell’Almoina, ovvero negli scavi romani di Valencia, che si trovano sotto terra sotto la piazza de la Virgen, piccolo ma suggestivo.

La Città della Scienza

Dopo un pranzo di tapas in un localino adiacente al palazzo più stretto d’Europa, siamo tornati al complesso di Calatrava per visitare la Città della Scienza.
L’architettura di queste costruzioni è modernissima, le piscine, gli archi immensi, sfondi perfetti per le foto.
La Città della Scienza è bella, ma forse ci aspettavamo qualcosa di più. Comunque Filippo si è divertito tantissimo a sperimentare e toccare, a provare i vari strumenti, a giocare nello spazio dedicato, a sfidare un robot nel gioco del tris e ad ammirare gli scheletri di dinosauri.

L’Albufera

Il quarto giorno eravamo indecisi se visitare il Bioparco o se andare all’Albufera, un parco naturalistico a pochissimi km fuori Valencia, dove hanno inventato la paella. E abbiamo deciso per quest’ultima, credo sbagliando, forse anche a causa del fatto che fosse inverno.
Sulla guida parlavano di gita in barca lungo il lago per osservare la natura e fare birdwatching, ma non c’erano barche disponibili. Quindi, dopo aver fatto una passeggiata per il piccolo paese, abbiamo aspettato con ansia che aprisse un ristorante per gustarci una paella, ma non ci è piaciuta molto, purtroppo.
Sempre causa orario invernale, abbiamo aspettato quasi un’ora l’autobus di ritorno e dopo quasi un’altra ora siamo tornati in centro. Abbiamo cambiato autobus e ci siamo concessi una lunga a piacevolissima passeggiata sulla spiaggia, facendo giocare Filippo per tutto il tempo che ha voluto.
Dopo una veloce passeggiata in centro per gli acquisti dei pensierini, abbiamo ripreso il panino di jamon ed il dolcetto e siamo tornati in hotel.
Il mattino dopo, ci siamo svegliati pigramente e, con lentezza, ci siamo diretti verso l’aeroporto.

In sostanza, credo che tre giorni siano più che sofficienti per Valencia, davvero piccina, ma carinissima. E’ stata una bella scoperta ed una piacevole fuga che consiglio a tutti, soprattutto a famiglie con bimbi di tutte le età.

 

Bello il racconto di Ilaria! Mi permetto solo di aggiungere un paio di cose, noi a Valencia ci siamo stati quando aspettavo Marco. In centro salite sulla Torre El Miguelete, vedrete che  vista!Consiglio vivamente il Bioparco, è stupendo e sono sicura che ai bambini piacerà davvero molto, noi ne siamo rimasti davvero affascinati! Ed anche un giro alla Malvarrosa, la spiaggia di Valencia, con pranzo in uno dei localini che si affacciano sul mare, deliziosi e rilassanti. E poi una bella corsa in spiaggia coi pupi, che ne dite?

 

Informazioni su unafamigliablu

Donna, moglie e mamma piena di (non sempre) brillanti idee che propongo con entusiasmo a tutta la famiglia. Testarda, caparbia e inguaribile ottimista, credo davvero che ci sia sempre un lato positivo in tutto quello che ci succede e cerco sempre di trasformare le difficoltà in opportunità di crescita.
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2 commenti

  1. Valencia è sempre stata una delle mete segnate nel mio quaderno di viaggi. Non ho ancora trovato voli in offerta, ma mi organizzerò! Grazie

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