Decalogo per viaggiare on the road con un bambino autistico

Oggi la nostra amica Eva vuole condividere con noi il suo personale decalogo per viaggiare on the road con un bambino autistico. Sono consigli che derivano da molti anni di viaggi in famiglia, quindi li ritengo molto preziosi. Ecco a voi il suo racconto.

Da sempre io e la mia famiglia amiamo viaggiare facendo più tappe, alternando visite a città e monumenti con momenti di relax. Tutto questo sembra molto difficile da fare quando un membro della famiglia è autistico e ha quindi difficoltà ad accettare cambiamenti di routine, lunghi viaggi in auto, cambi di hotel e appartamenti, mezzi e trasporto diversi e così via. Per questo a volte altre famiglie che vivono come noi il problema mi chiedono spesso come facciamo e come reagisce Niccolò a tutto questo. Qualcuno (a partire dai nonni) mi consiglia di optare per le due classiche settimane in albergo a Rimini.  Niente contro la Riviera Romagnola naturalmente, ma a noi se non vediamo qualche posto nuovo… non ci sembra neppure di essere in vacanza! 

Premetto subito che non ho ricette semplici né tantomeno bacchette magiche. Sono ben consapevole che tutte le persone con autismo sono differenti e che pur avendo mio figlio Niccolò un autismo non certo lieve, è abbastanza gestibile e piuttosto adattabile ai cambiamenti e alla confusione.

Mi sento di dare però alcuni consigli che ci sono stati utili e che magari potranno esserlo anche solo in parte a qualche altra famiglia blu. 

Ecco il mio personale decalogo per viaggiare on the road con un bambino autistico.

1. Iniziare fin da piccoli

A viaggiare ci si abitua fin da piccoli, i bambini si adattano facilmente alle novità e ad essere flessibili. Noi abbiamo iniziato quando Niccolò aveva due anni, ignoravamo la diagnosi, e Bianca solo 6 mesi. Abbiamo comprato un vecchio camper e con quello iniziato a girare per l’Italia e per l’Europa.

2. Fregarsene del giudizio altrui

Per quanto si cerchi di organizzare ed evitare errori difficilmente non capiterà al bambino con autismo di tenere comportamenti bizzarri o peggio di avere una crisi. Certi sguardi fanno male, lo so bene, ma piano piano si impara ad ignorarli o addirittura a rispondere in modo ironico o incazzato a seconda del bisogno!

3. Programmare  e rendere prevedibile il viaggio

Vecchio trucco che usano un po’ tutte le famiglie con figli autistici. Il mezzo usato varierà in base al bambino: calendari, mappe, foto… etc. Con Niccolò io uso solo l’anticipazione verbale: magari ripetendolo più volte cosa faremo nel giorno successivo. Ormai è sufficiente questo, quando era più piccolo avevamo bisogno di aiuti visivi.

4. Partire attrezzati di rinforzatori

Altro trucco scontato ma importante specie se ci aspettano attese e viaggi lunghi. Qualche snack alimentare, acqua, tablet, cellulare e CD preferiti per viaggi in auto. Per Niccolò rigorosamente Jovanotti, Queen e Beatles.

5. Introdurre soste o visite attraenti anche per i bambini

Come tutte le famiglie che viaggiano con i bambini cercare mete attraenti anche per loro, o semplici pause gradite, tipo una sosta in un parco giochi, una gita in barca, un giorno alle terme e così via. Se scegliamo una città d’arte diamo un’occhiata ai blog di viaggi con bambini, ci sono tanti consigli utili. Alcune città poi sono una miniera inesauribile per bambini e adolescenti. Londra per me è la numero uno da questo punto di vista, ma anche Barcellona e Valencia sono molto attraenti.

6. Fare tante foto

Aiutano a ricordare e a raccontare le esperienze vissute e possono essere usate anche per spiegare futuri viaggi.

7. Non avere paura a chiedere aiuto e a spiegare la situazione

Se nostro figlio ha problemi con le file fare presente la situazione, se ha difficoltà ad aspettare troppo al ristorante chiedere se possibile portare alla svelta qualcosa da mangiare prima al bambino, se ha bisogno di un posto particolare in treno, in aereo o al cinema idem… Per molti anni io ho evitato di chiedere questi trattamenti speciali, volevo che Niccolò si adattasse a tutto come gli altri e forse mi vergognavo a passare avanti ad una fila con un bimbo apparentemente normale. Ora invece non ho più di queste remore, chi non vuole capire continuerà a non farlo, nel frattempo questi piccoli aiuti permettono a mio figlio e a noi di vivere con maggiore serenità esperienze che altrimenti provocherebbero ansia e malessere.

8. Sfidare la selettività alimentare

Piano piano provare a fargli assaggiare un po’ di tutto. Ora Niccolò mangia veramente qualsiasi cosa: quest’estate a San Sebastian abbiamo cenato a pixtos più volte.

9. Eliminare l’ansia “di vedere e fare tutto”

Questa è una cosa che ho imparato soprattutto io grazie ai miei figli ed in particolare a Niccolò. Sono sempre stata una viaggiatrice compulsiva: guai a non entrare in quel museo o a perdermi quella mostra. Spesso mi prendevo anche con i miei compagni di viaggio più pigri o peggio più tirchi. Viaggiare dovendo tenere conto delle esigenze di tre figli di cui uno autistico mi ha aiutato a godermi i luoghi con ritmi più tranquilli, senza più l’angoscia di dover “vedere o entrare dappertutto” ma accontentandomi di quello che riusciamo a cogliere anche solo passeggiando o ammirando un panorama, oppure assaggiando qualche specialità locale. 


10. Cos’altro? Niente! Armarsi di coraggio e partire!

Vi suggerisco alcuni itinerari “misti” che abbiamo fatto in questi anni e che a noi sono piaciuti:

Francia: Parigi ed Eurodisney; Provenza e Camargue con un pò di mare; gole del Verdon.

Croazia: mare a scelta, Laghi di Plitvice e cittadine tipo Zara, Spalato e Dubrovnik.

Sicilia:  anche qui mare a volontà, Palermo, l’Etna e le gole dell’Alcantara, la cioccolata di Modica, i gelati e le granite. Non cito le bellezze architettoniche e i resti della Magna Grecia: sono troppi non saprei da che parte iniziare.

Nord della spagna: Paesi Baschi e Cantabria: Bilbao con il museo Guggenheim, San Sebastian, spiagge oceaniche e scuola di surf, grotte con pitture rupestri.

Catalogna: Barcellona e un po’ di mare, il museo di Dalì.

Che ne dite del decalogo per viaggiare on the road con un bambino autistico di Eva? Anche voi usate una di queste strategie? Oppure siete stati in uno dei posti che consiglia lei? Fatecelo sapere!

Immagine di copertina by Pixabay

Informazioni su unafamigliablu

Donna, moglie e mamma piena di (non sempre) brillanti idee che propongo con entusiasmo a tutta la famiglia. Testarda, caparbia e inguaribile ottimista, credo davvero che ci sia sempre un lato positivo in tutto quello che ci succede e cerco sempre di trasformare le difficoltà in opportunità di crescita.
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2 commenti

  1. al hotel plan de corones,www.hotel-rudolf.com/it ho mangiato come una reggina

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