Escursione al Lago di Doberdò, nel Carso goriziano

Una delle cose da fare in Friuli Venezia Giulia è senz’altro una bella passeggiata sul Carso Goriziano e oggi vi porto alla scoperta di una vera chicca: il lago di Doberdò, di origine carsica. Ci troviamo a Doberdò del Lago, in provincia di Gorizia e a due passi dal confine con la Slovenia.

Dovete sapere che i laghi di origine carsica sono molto rari e il lago di Doberdò lo è ancora di più perché non presenta nessun immissario, ma il suo apporto idrico è garantito dalle risorgive. Il suo livello dell’acqua è molto variabile a seconda della stagione, e può apparire come un vero e proprio lago oppure completamente asciutto. Noi l’abbiamo visto in una via di mezzo: un paio di rigagnoli d’acqua in mezzo ad una vegetazione verde e incredibilmente lussureggiante.

Come poter ammirare il Lago di Doberdò?

Il lago di Doberdò si trova all’interno della Riserva Naturale Regionale dei laghi di Doberdò e Pietrarossa e ci sono diversi sentieri per visitarlo, dal più semplice di 30 minuti al più impegnativo di 4 ore. Oggi vi parlo di quello che abbiamo fatto noi: non impegnativo e della durata di circa un’ora e 15 minuti. Soste-lamentele comprese.

Escursione al Lago di Doberdò

Siamo partiti dal Centro Visite di Gradina e abbiamo iniziato la nostra camminata lungo il sentiero CAI 78 (chiamato anche sentiero dei castellieri) che come prima cosa vi regalerà un incredibile panorama della “bisiacaria”. Vedrete il mare, l’aeroporto, il cantiere. Una vegetazione ricchissima, davvero uno spettacolo. Ora incamminatevi lungo il sentiero, e quando trovate un piccolo cancello in legno apritelo e proseguite. La zona è recintata perché ci sono degli asinelli e, se siete fortunati, ne potrete incontrare qualcuno come è successo a noi.

Il sentiero non è particolarmente impegnativo, ma c’è una parte in cui bisogna fare molta attenzione perché esposto su roccia. In questo punto osservate il panorama e vedrete il lago adagiato nella conca in tutta la sua bellezza.

Proseguite fino a Casa Cadorna, una postazione militare costruita durante la Prima Guerra Mondiale e adesso gestita dal CAI. Qui trovate un rubinetto per rinfrescarvi un po’.

Se andate un po’ più avanti trovate un bel punto panoramico.

casa cadorna doberdò

A questo punto tornate indietro di nuovo fino a Casa Cadorna e prendete il sentiero alla vostra destra, con scalini e una corda in ferro. Arrivati in cima troverete un sentiero bello largo in mezzo alla vegetazione carsica, e potete ammirare i resti di un antico castelliere.

 

Il castelliere (o castellare) è un piccolo insediamento, o villaggio, fortificato protostoico (età del bonzo e del ferro) sorto in genere in posizione elevata facilmente difendibile, in cui una situazione difensiva naturale veniva sfruttata e rafforzata dall’opera dell’uomo (Wikipedia)

 

Ad un certo punto arriverete ad un bivio, voi girate a sinistra per tornare verso il Centro visite Gradina.

È stata una bella passeggiata, non impegnativa ma molto panoramica. Ideale in primavera, la sconsiglio in estate perché la seconda parte del sentiero è tutta esposta al sole e fa davvero tanto caldo! Vi consiglio di indossare delle calzature adatte, noi avevamo delle scarpe da running e andavano bene.

camoscio sul carso goriziano

Consigli autism friendly

Il sentiero è molto bello e non particolarmente impegnativo ma per un tratto abbastanza lungo è esposto e su roccia carsica; significa che non c’è alcuna protezione. Dovete essere davvero sicuri che vostro figlio sia in grado di percorrere un tratto del genere in sicurezza.

Il percorso 78 del Lago di Doberdò non è adatto a bambini molto piccoli (se non portati in uno zaino apposito) ed è impraticabile con il passeggino.

C’è un altro percorso molto più semplice che fa il giro del lago, prossimamente vi racconterò anche di quello.

Informazioni su unafamigliablu

Donna, moglie e mamma piena di (non sempre) brillanti idee che propongo con entusiasmo a tutta la famiglia. Testarda, caparbia e inguaribile ottimista, credo davvero che ci sia sempre un lato positivo in tutto quello che ci succede e cerco sempre di trasformare le difficoltà in opportunità di crescita.
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