Quando papà (o mamma) va via per lavoro

Da quando abbiamo figli abbiamo sempre cercato di non allontanarci per troppo tempo da casa. Da quando abbiamo saputo dell’autismo di Marco, poi, l’abbiamo evitato come la peste. Anche perché a due mesi dalla diagnosi è nato Alessio, vi faccio solo immaginare le difficoltà di ri-assestamento della nostra famiglia. Addirittura, nell’ultimo anno, io ho chiesto il part-time ed Andrea l’avvicinamento, così da riuscire ad occuparci quasi da soli dei pupi (ovviamente ci dobbiamo appoggiare anche ai santi nonni, che se non ci fossero bisognerebbe inventarli).

Ma non tutto va sempre liscio, ormai l’abbiamo capito! C’è stata la possibilità per Andrea di andare in trasferta per lavoro per 2 settimane e che fai? Dici di no? Ma quando ti ricapita? Io ho fatto la donna zen ed emancipata e l’ho presa di buon grado (facendomela sotto in realtà). Ovviamente il primo pensiero è stato “Come lo spieghiamo ai bambini? Come reagiranno?” Avevamo timore perché sono tanto legati al papà. E subito dopo mi sono venuti mille dubbi, soprattutto sulle mie capacità di madre, di organizzazione, su tutto insomma. Sarei riuscita a sopravvivere?

Innanzitutto dovevamo trovare un modo per fargli avere la percezione del tempo che passava. Così ho fatto un calendario dove ogni sera dovevamo cancellare una casella, così da vedere come passava il tempo e quanto mancava al ritorno di papà! Qui sotto potete vederlo, e per favore, non guardate la forma che lo so che è penoso, ma la sua funzione!

Per fortuna il periodo della trasferta ha coinciso con un breve periodo di ferie che avevo preso per dare una sembianza umana alla casa e per fare il cambio degli armadi dei pupi. Serve specificare che non sono riuscita a fare nessuna delle due cose? No vero?!

La routine

Ma veniamo a noi. Andrea è partito di venerdì quindi ho organizzato un weekend coi fiocchi, per partire col piede giusto. Ma la cosa fondamentale che ho fatto da subito è stata creare una routine. Per tutto. Soprattutto per la sera. Puntavo la sveglia e quando suonava si riordinava, pigiama, “X” sul calendario e nanna. Solitamente la messa a letto è abbastanza asciutta e consiste nel rimboccare le coperte, spegnere la luce ed augurare la buonanotte. Fine. Ho voluto umanizzarla un po’ aggiungendo una canzone cantata a mo’ di ninnananna. Ho scelto “Urlando contro il cielo” di Ligabue (of course), mi sembrava la più adatta!

Cosa ho organizzato

Il sabato l’abbiamo passato andando ad una festa organizzata in paese e nel pomeriggio al parco giochi.

La domenica super gita a Jesolo con una coppia di amici. Qui abbiamo fatto un giro all’acquario dato che, ovviamente, pioveva!

Il lunedì è ricominciato il tran tran e purtroppo la mancanza di papà si è fatta sentire… brutta crisi di nostalgia risolta con tante tante coccole.

E poi è arrivata lei: la VARICELLA. Ecco, questa non me l’aspettavo. Ma ce l’abbiamo fatta lo stesso, non senza perdere ore di sonno e freschezza… ora aspettiamo con fiducia che anche a Marco vengano le bolle, per Pasqua magari!

Insomma, per fortuna oggi papà è tornato a casa, ma queste 2 settimane mi hanno insegnato tanto. Innanzitutto che abbiamo dei bambini davvero bravi, non me l’aspettavo ma sono stati super! Molto più tranquilli del solito (in un paio di occasioni mi hanno addirittura ascoltata). E soprattutto che sono più di quello che immaginassi. Sono riuscita a non impazzire e, anche se sono un po’ uno straccio, a non stravolgere troppo le abitudini e le giornate dei pupi.

Da oggi i miei idoli sono i genitori single, quelli che magari riescono anche a sorridere e trovare del tempo per loro stessi!

Consigli autismo – friendly

Se vi trovate in una situazione del genere prendete, se potete, qualche giorno di ferie, giusto per non stravolgere troppo le abitudini dei bambini. Per noi è stato fondamentale.

Fate un calendario, un’agenda visiva, una qualsiasi cosa che dia il senso temporale. Per Marco capire quanti giorni mancavano al ritorno di papà è servito moltissimo.

Armatevi di pazienza ed umiltà: la casa sarà trascurata, la piega farà pena e la vostra pazienza vacillerà. Non siete nè Superman né Wonderwoman e la cosa più importante è la serenità dei bambini.

Compratevi montagne del vostro comfort food e qualche birra: saranno utilissimi!

Informazioni su unafamigliablu

Donna, moglie e mamma piena di (non sempre) brillanti idee che propongo con entusiasmo a tutta la famiglia. Testarda, caparbia e inguaribile ottimista, credo davvero che ci sia sempre un lato positivo in tutto quello che ci succede e cerco sempre di trasformare le difficoltà in opportunità di crescita.
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3 commenti

  1. Super Barbara un grande abbraccio
    Elena

  2. Super Barbara un grande abbraccio
    Elena

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