Viaggi e sfiga: quando la vacanza nun s’ha da fà!

Voi ci credete nella sfortuna? O nel destino, chiamatelo come vi pare! Io abbastanza, e credo che la coppia viaggi e sfiga vada a braccetto e d’amore e d’accordo. Diciamo che  avevo avuto qualche avvisaglia negli anni, ma ci abbiamo sempre scherzato sopra, o perlomeno non c’era stata una concentrazione di sfiga paragonabile a quanto successo in quest’ultima settimana. Per chi non ci conosce vi racconterò qualche aneddoto simpatico, di quelli che racconti ai nipoti.

Viaggi e sfiga: il nostro primo viaggio insieme

Andrea ed io eravamo dei fidanzatini freschi freschi quando decidemmo di andare in vacanza in Andalusia, volevo fargli vedere dove avevo fatto l’Erasmus. Avevamo scelto il periodo ideale: fine aprile/primi di maggio. Appena arrivati nel chicchissimo hotel prenotato  notiamo con orrore che la stanza era un buco e sprovvista di porta del bagno. E vabbè, tanto abbiamo l’amore! Dopo un paio di giorni dovevamo spostarci per il nostro on the road e la notte prima vien giù un diluvio mai visto prima. Noi non ci siamo accorti di niente finchè non abbiamo messo i piedi giù dal letto e troviamo 5 cm d’acqua sul pavimento. Ovviamente le valigie erano appoggiate per terra! E non è tutto, c’era acqua che veniva giù dalle pareti. Sai, si è scusata la signora, è la stagione secca e noi stiamo rifacendo il tetto. Vi giuro, non ho mai visto tanta acqua in vita mia!

Viaggi e sfiga: il viaggio di nozze

Come ho detto prima, noi avevamo l’amore, quindi ci siamo sposati. Siamo partiti per il nostro viaggio di nozze da sogno per l’Australia: 4 settimane meravigliose ci si prospettavano davanti. Finchè al primo scalo non si è rotto l’aereo. Sosta obbligata a Singapore per una notte = giornata persa a Melbourne. Un vero peccato dato che è stata la città che mi è piaciuta di più.

Una delle tappe in Australia è stata ad Uluru (Ayer’s Rock, il mega panettone rosso per capirsi) in pieno deserto australiano. Dove c’è un paese costruito sottoterra perché in superficie non è possibile vivere per le temperature troppo alte. Noi abbiamo fatto piovere, c’era un freddo becco e noi ovviamente eravamo vestiti come ballerine!

Ma veniamo alla nostra ultima vacanza

Viaggi e sfiga: quando dovresti capire subito che la rinuncia è l’unica

strada

Era da un anno che sognavo le vacanze estive in Sardegna, ed era da altrettanto tempo che guardavo foto e fantasticavo ad occhi aperti. Trovo un volo conveniente, un appartamento proprio nella zona che desideravo ad un prezzo onesto. Riesco a trovare persino una macchina a noleggio in offerta.

E cosa succede?

Noi dovevamo partire il 6 luglio; 10 giorni prima mio marito e la squadra non vanno a vincere la finale di conference e vanno in finale nazionale?? Indovinate un po’ quand’è la partita? Il 7 luglio. E che faccio? Ovviamente mi immolo e gli dico che partirò sola e che lui ci potrà raggiungere dopo. Ovviamente è prenotato tutto a nome suo. Con la sua carta di credito, ovviamente. Non vi dico il casino. Ma sistemiamo tutto.

A questo punto che altro può succedere?

Che le mie ferie siano in giro d’aria ovviamente! Eh no! Eh no! Non è giusto, e infatti tutto si sistema.

Secondo voi cosa succede il 5 luglio?

Ovviamente uno dei bambini si ammala. Non è grave per carità, ma quel tanto che basta per non poter assolutamente partire. E che devi fare a parte prendertela con tutto quello che hai davanti? La mia reazione non è stata da vera signora, lo ammetto… ma vabbè, ormai è andata.

Una volta appurato che Alessio stava meglio e che si poteva fare qualcosa, decidiamo per una due giorni via da casa. Prenotiamo un posto adatto e via! Si parte!

Il posto dove dovevamo andare a mangiare la prima sera è chiuso (ovviamente) e mio marito ci porta in un lussuosissimo locale frequentato da camionisti. Non ce l’ho con la categoria, ci mancherebbe, e poi è risaputo che si mangi bene dove ci sono camion parcheggiati!

Ma non sono questi i problemi vero?

Il resto della vacanza va come deve andare, tutti contenti torniamo a casa. E qui il dramma. Ieri è saltata la luce… freezer formato kolossal pieno completamente da buttare, idem per il frigorifero che avevamo riempito prima di partire per tornare a casa senza pensieri… non vi dico la reazione…

MA

Come ben sapete bisogna guardare al bicchiere mezzo pieno (possibilmente di alcol) quindi ora vi elenco i lati positivi.

Viaggi e sfiga: come trovare il lato positivo quando non c’è

Per quanto riguarda il viaggio in Andalusia, abbiamo sicuramente raggiunto un’intimità che poche coppie possono vantare di avere! E abbiamo capito di essere sfigati e che riderci sopra è l’unica soluzione.

Ora tocca al viaggio di nozze. La sosta forzata ci ha permesso di riposare meglio, e vedere Uluru con le cascate d’acqua è una rarità.

Mio marito e la sua squadra sono i nuovi campioni italiani di football americano a 9 (forza Sentinels!)

Per quanto riguarda quello che è successo oggi… beh, ho sbrinato il frigo che ne aveva bisogno e l’unica cosa che abbiamo salvato sono state le birre (calde), che sono servite a rendere meno amaro il rientro a casa!

 

Informazioni su unafamigliablu

Donna, moglie e mamma piena di (non sempre) brillanti idee che propongo con entusiasmo a tutta la famiglia. Testarda, caparbia e inguaribile ottimista, credo davvero che ci sia sempre un lato positivo in tutto quello che ci succede e cerco sempre di trasformare le difficoltà in opportunità di crescita.
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